La storia di Branca Doria

di Anna Fraddosio Commenta

Oggi continueremo con le storie di fantasmi che si raccontano in Italia. Solitamente i fantasmi delle storie che raccontiamo, sono sempre vittime di un omicidio o di un suicidio, questa volta però il fantasma è di un carnefice, cattivo e meschino, avido di potere.

Branca Doria nato a Genova nel 1233, era un membro della famiglia genovese dei Doria, che compare, anche, nel canto XXXIII dell’Inferno di Dante, nella terza zona del nono cerchio, e cioè nella Tolomea, dove sono puniti i traditori degli ospiti.

Egli era un uomo ambizioso, sognava il potere, e sopratutto sognava, di ricevere il rispetto dagli altri incutendo paura, era un uomo senza scrupoli, pronto a passare sopra tutti pur di ottenere ciò che voleva. Era ricco e nobile, ma questo non gli bastava di certo, voleva molto di più, per i suoi scopi, sposò, infatti, Caterina Zanche, una ragazzina di appena sedici anni, timida e remissiva, figlia di Michele Zanche, governatore del Logudoro in Sardegna e di Bianca Lancia.

Doria agognava il titolo nobiliare del suocero, e con una lucida freddezza escogitò un piano; attese il momento di un banchetto luculliano, tenutosi nella tenuta di Nurra, aspettò il momento in cui Michele Zanche, aveva bevuto qualche bicchierino di troppo, ed era perciò vulnerabile, e lo fece uccidere a tradimento da un sicario, l’unico presenta all’uccisione era suo cugino Barisone Doria, che ovviamente tacque.

Mancava solo un ultimo passo per finire il piano, ed era quello di fare sparire il corpo morto del suocero, Branca Doria non ebbe esitazione nemmeno su questo, fece tagliare il cadavere in tanti pezzi, e li nascose accuratamente in parti diverse.

Ora non mancava nient’altro, il suo piano era riuscito alla perfezione, ora doveva solo godersi il titolo nobiliare, ma per uno scherzo del destino, Branca Doria, morì, anch’esso di morte violenta, fu catturato durante una sommossa a Sassari nel 1323 e fu brutalmente giustiziato.

Da allora la gente del luogo, giura di vedere un fantasma dalle mani insanguinate, che indossa una lunga tunica color porpora, ed attraversa la piazza dove sorge la chiesa, poi entra nella chiesa stessa, si dirige verso la colonna e qui scopare. Su quella colonna si racconta che vennero ritrovate delle inspiegabili tracce di sangue.

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